Come la respirazione può ifluenzare l'equilibrio Neurovegetativo e le emozioni

09.07.2020
Quest'articolo ha l'intento principale di esplorare la biomeccanica pura in modo accademico e oggettivo. Potrebbe perciò sembrare inopportuno trarre delle conclusioni estranee al mondo della fisica meccanica o comunque della fisiologia. Il pensiero olistico d'altronde non si formalizza e serve essere sempre aperti a cogliere nuovi imprevisti collegamenti tra le strutture. In questo caso voglio riuscire ad arrivare a relazionare un movimento fisiologico di adattamento con il benessere del SNV. Può darsi che madre natura abbia nascosto all'interno di quello che sembra essere solo un dettaglio, un importante segreto della fisiologia umana? L'ipotesi è che tutto sia stato creato e si sia evoluto con un preciso compito. Il corpo umano, l'abbiamo sempre saputo, è una macchina eccezionale. È una combinazione di ingranaggi che si integrano l'uno all'altro in un armonia così perfetta da essere quasi inconcepibile. Ci sono strutture deputate specificatamente a un compito, altre che ne fanno molti, e altre ancora che si ritrovano a "prendere 2 piccioni con una fava" riuscendo a essere utili a più sistemi contemporaneamente con il loro incessante lavoro.Il fatto di essere in grado di accettare anche queste premesse, e di integrarle con la normale interpretazione medica del corpo, mi rendono fiero di essere un aspirante osteopata, ed accendono in mé l'entusiasmo per una vita si misteriosa ma che ha anche la generosità di farsi scoprire. Nello stesso modo si torna a riscoprire vecchi sistemi di interpretazione delle forze e delle energie del passato: la medicina tradizionale cinese, la riflessologia plantare, la kinesiologia applicata e l'agopuntura che sembravano così lontane dal pensiero occidentale, sembran farsi ora tradurre da queste nuove scoperte. Viviamo in un epoca in cui veramente i pensieri dei vari popoli hanno compiuto un giro completo per ritrovarsi tutti nello stesso punto di partenza: la vita guarisce sé stessa. È così che dallo studio della fisiologia del corpo umano e dagli schemi interpretativi del passato possiamo trarre tutte le risposte che ci servono per accettare la vita e la sua espressione dentro di noi.Passiamo ora ad analizzare brevemente, ma in modo comunque sempre tecnico, partendo dalle implicazioni meccaniche della fisiologia delle coste, della colonna vertebrale per poi chiudere il cerchio in modo olistico, e smettere di vederle come strutture a sé stanti; quindi capaci di uno scopo più ampio di quello che si possa intuire se viste separatamente. E' questo, infatti, il vantaggio dell'osteopatia.


Meccanica costale

 La meccanica costale è molto importante per ciò che riguarda la ventilazione polmonare e la fonazione.Le coste hanno posteriormente due punti d'appoggio alla colonna vertebrale:la testa costale è connessa al corpo vertebrale tramite l' articolazione costo-vertebrale, poco più distalmente dalla testa il tubercolo costale è connesso all'apofisi trasversale delle vertebre tramite l'articolazione costo-trasversaria.Lungo questi due punti scorre l'asse di rotazione costale che ha andamento discontinuo. Infatti nei piani superiori dalla I costa l'asse è obliquo, mentre scendendo verso il basso assumerà andamento sagittale poiché i processi trasversi vertebrali procedendo verso i piani inferiori si avvicineranno al piano passante per le apofisi spinose che sono quindi più prossime al piano sagittale. Questo fa si che i movimenti di adattamento alla respirazione delle coste superiori sia direzionato più in avanti e ritorno (movimento a braccio di pompa) mentre la dinamica delle coste inferiori si sviluppi più lateralmente, simile quindi a un manico di secchio. Le ultime due coste (K11 e K12) hanno un movimento più limitato all'ascensione in inspirazione e alla discesa in espirazione. Il muscolo quadrato dei lombi inoltre fa da pesante freno, soprattutto quando ipertonico, mantenendo queste coste perlopiù rigide. La particolare articolazione diretta con il corpo vertebrale di queste ultime le rende ulteriormente meno mobili.Il movimento delle coste superiori fino a K6 si sviluppa su un piano costale differente rispetto a quelle inferiori da K7 a K10 e ancora differente dalle ultime due.I piani costali sono i piani virtuali passanti per tutto l'arco costale. Essi sono inclinati in senso postero-anteriore dall'alto verso il basso x le prime coste, mentre i piani passanti per le ultime coste oltre ad avere questa inclinazione ed un raggio d'azione più ampio, sono inclinati anche trasversalmente.Queste inclinazioni hanno l'attitudine di aumentare lo spazio toracico durante la fase inspiratoria proprio come si trattasse di un soffietto di una fisarmonica. In questa fase, in special modo in modalità forzata, le coste tendono, grazie all'azione dei muscoli inspiratori, a portare i piani costali da inclinati ad orizzontali aumentando il diametro antero-posteriore, mentre quelle inferiori oltre ad avere questa stessa cinesi aumenteranno il diametro trasverso.Durante l'inspirazione viene così accumulata tensione torsionale sui processi articolari con le vertebre. Tramite questa barra di torsione, strumento tanto caro agli ingegneri come mezzo di dissipazione delle forze, l'energia accumulata in inspirazione viene così scaricata in espirazione rendendola un procedimento automatico. L'espirazione è quindi una fase tendenzialmente passiva. Consideriamo che, in posizione eretta, il meccanismo di ritorno è favorito anche per effetto della forza di gravità. Esistono però anche dei muscoli espiratori (intercostali interni) che intervengono in caso di espirazione forzata. Con la contrazione della muscolatura espiratoria, si ha il ripristino dell'inclinazione postero-anteriore delle coste alte mentre quelle inferiori inclineranno anche il piano trasverso.Il volume di aria introdotto nei polmoni risulta quindi proporzionale alla curvatura che le coste riescono a rimediare da questa particolare meccanica. Risulta perciò importante la posizione iniziale costale per avere una ottimale ventilazione polmonare grazie ad un'espansione ottimale della gabbia toracica. Infatti se la posizione dei piani costali è già orizzontale, come nel caso di torace con una morfologia delle coste lese in inspirazione, il loro spostamento angolare risulterà irrisorio con scarso aumento dei volumi toracici. Il problema insorge quando, per compensare un aumentato consumo di ossigeno durante attività fisiche, il soggetto manda in ulteriore stress inspiratorio le coste, o meglio l'articolazione con i corpi vertebrali. Prima di parlare di ciò è meglio fare un piccolo excursus anche della meccanica vertebrale. Come si comportano le vertebre durante la respirazione? Quali aspetti e morfologie del rachide ne influenzano i parametri?

La meccanica vertebrale

 La colonna vertebrale ha movimenti di flessione, estensione (F-E), di inclinazione laterale dx-sx (Sdx Ssx) e di rotazione rispetto al piano trasverso (Rdx Rsx).La flessione è in massima parte dovuta alla contrazione del retto dell'addome. In questa fase si ha un'accentuazione della cifosi dorsale con raddrizzamento della lordosi cervicale e lombare.L'estensione è dovuta alla contrazione degli erettori del rachide. In questa fase si ha un raddrizzamento della cifosi dorsale e un'accentuazione della cifosi cervicale e lombare. La rotazione si attua attraverso la contrazione degli obliqui esterni ed interni dell'addome, del trapezio e dei dorsali. E' massima nel tratto cervicale per la rotazione del dente dell'epistrofeo nell'atlante. Si ha anche un movimento di traslazione della testa articolandosi i condili dell'atlante con quelli occipitali. La rotazione è minore per il segmento lombare.Le curvature in senso sagittale della colonna vertebrale hanno una precisa ragione fisica. L'evoluzione dell'uomo come essere bipede che passa la maggior parte del suo tempo in ortostatismo ha generato questo splendido elaborato di meccanica fisica fatta di curvature a funzione di sospensioni. Infatti se un'asta metallica diritta ha resistenza 1 rispetto ad una determinata pressione verticale, per un principio fisico un'altra asta con una o più curvature ha resistenza uguale al numero di curvature al quadrato + 1. Nel caso del rachide dunque si ha una resistenza 17 volte maggiore rispetto ad un rachide teoricamente lineare.Volendo fare i perfezionisti esiste un'altra curvatura fisiologica nel rachide umano.Oltre alle quattro curvature classiche in senso sagittale si hanno anche tre piccole curvature laterali che si sono formate, chi più chi meno, per esigenze fisiologiche di necessità per lo spazio per i visceri. di . Nel segmento toracico è presente una piccola curvatura con convessità verso destra. Nei segmenti cervicali e lombari una curvatura con convessità verso sinistra.Chiaramente una modificazione ulteriore di queste curvature fisiologiche causa una scoliosi patologica. Le posizioni della colonna vertebrale, così come eventuali patologie a suo carico, influiscono notevolmente sui meccanismi della ventilazione. Abbiamo infatti studiato che scoliosi molto accentuate riducono parecchio il meccanismo di "ingrandimento" toracico durante l'inspirazione riducendo quindi l'apporto d'aria per ogni ventilazione. A tale pari anche certe posture, seppur temporanee, possono limitare l'apporto d'aria in entrata. La flessione del rachide per esempio favorisce l'espirazione x via della pressione dei visceri sul diaframma, viceversa l'estensione favorirebbe l'inspirazione.Ma veniamo al dunque, come si comporta il rachide quindi durante le normali fasi di respirazione?Volendo vedere il ragionamento di prima dal punto di vista opposto possiamo ricordare che durante l'inspirazione il diaframma scende, si crea una certa pressione addominale con conseguente rettilineizzazione della lordosi lombare. Le vertebre del rachide lombare vanno quindi in flessione. In un contesto di "easy flection" della colonna le curve si compensano tra di loro interagendo come un'unica struttura (anche perché di fatto è un'unica struttura). Durante l'inspirazione il rachide dorsale segue quindi questo movimento in retilineizzazione che, per la sua particolare fisiologia cifotica, manda le vertebre in estensione. Quanto detto fin'ora è del tutto naturale. Se comprendiamo e visualizziamo bene la meccanica globale non dovrebbe sorprenderci niente di quanto esposto. Se volessimo vedere però la dinamica del movimento costale unitamente a quello vertebrale ci accorgeremmo di un'incongruenza. 

 Il Complesso Costo-Vertebrale


Abbiamo visto finora tutte le dinamiche legate ai movimenti delle coste e delle vertebre separatamente. Riassumendo possiamo dire che durante l'inspirazione le coste compiono una rotazione su un piano frontale che le porta a spingersi verso l'alto.Il tratto costale da k7 a k10 in particolare, avendo un'articolazione con le vertebre più inclinata su un asse obliquo, avrà un movimento dal basso all'alto ma anche dal dentro al fuori lateralmente. Contemporaneamente il tratto vertebrale associato, D7-D10 andrà incontro a una estensione su un piano sagittale. Visualizzando i processi articolari ci appare chiaro di come, mentre la costa ruoti verso l'alto, la vertebra ruoti verso il basso.Questo stress articolare è quello che permette alla "barra di torsione" di caricarsi, per poi rilasciare la sua energia in espirazione di modo che avvenga in maniera passivo. Anche se l'abbiamo trascurato ed escluso da questo trattato, un importante lavoro lo svolge anche lo sterno che concorre a caricare di energia torsionale le coste durante l'inspirazione. Ma soffermiamoci ancora un po' sull'enigmatica articolazione costo vertebrale e costo trasversaria. L'articolazione per artrodia con le vertebre fa si che le coste, nonostante i potenti legamenti raggiato, interosseo, e costo trasversari (3 in tutto), si diastasino infero posteriormente durante l'inspirazione forzata liberando lo spazio vicino alla faccetta costo trasversaria prossima al forame radicolare. La ripercussione che immediatamente salta all'occhio è sul sistema orto-simpatico tonico e sul sistema neuro vegetativo in generale. Chiunque abbia fatto un minimo di yoga sa che la respirazione è alla base di tutto.Ventilare in modo rilassato, completo ma lento stimola un particolare stato di serenità. Infatti oggigiorno si riscopre l'uso mirato della respirazione soprattutto nelle tecniche di meditazione. Ogni respiro scandisce il ritmo della vita e ci ricarica di essa. Che sia merito del pompaggio che l'articolazione della costa compie a ogni ventilazione sui tessuti prossimi ai gangli? La conferma ci potrebbe arrivare per confronto col caso opposto:una iper-rigidità capsulo legamentosa, è ovvio, porta a una ridotta capacità inspiratoria per diminuito range del movimento costale. Questo potrebbe farci pensare che nei pazienti con quadri di depressione emotiva sia importante il solo livello di ossigenazione dei tessuti. Questo lo si può escludere, paziente per paziente, con un accurata analisi chimica dei tessuti; ne esistono di molto moderne ed efficienti ormai, dall'analisi del capello a quella di specifiche singole sequenze di DNA. Rimane ora da capire se il massaggio che le coste effettuano ad ogni inspirazione sia così importante per i tessuti nervosi midollari così come lo è , per esempio, la mobilità cranica per l'osteopatia cranio sacrale.Addentriamoci allora oltre questo aspetto e iniziamo a vedere l'eziologia energetica che potrebbe stare dietro tutto ciò. Come dicevamo quello che potrebbe limitare il volume inspiratorio è il fatto che le coste partano il loro movimento di innalzamento già da una posizione troppo orizzontale. Questo fisiologicamente è dato da una costante tensione dei muscoli inspiratori che rimangono in vagotonia non permettendo mai fino in fondo un completo rilascio passivo della barra di torsione. Questo fatto, oltre a non essere funzionale dal punto di vista del volume ventilatorio è, come dicevamo, uno stress ulteriore sulle faccette vertebrali delle coste che non si chiudono mai completamente mendando un' iperstimolo al SNC. Questo ci ricollega a una facile analisi bioenergetica in cui le lesioni in inspirazione di cui l'uomo moderno prevalentemente soffre si ricollega a questo "ologramma" mondiale di rabbia in cui siamo circondati in modo più o meno palesato. La rabbia, tra le cinque emozioni della medicina tradizionale cinese (MTC), è quella collegata all'elemento legno. È fantastico per me quindi poter vedere come già migliaia di anni fa si fosse giunti allo stesso collegamento: un eccesso dell'elemento metallo (polmoni sempre attivati in inspiro, processo attivo quindi ipertonico) possa danneggiare l'elemento legno (per la legge del ciclo di controllo "KO"). La soluzione potrebbe allora stare nella ricerca dell'elemento che potrebbe tonificare legno; secondo il ciclo costruttivo "SHENG" della MTC tonificando l'elemento acqua (rene e vescica) si rinforza legno (fegato). Questa conclusione ci fa notare come purtroppo ci abbia già pensato madre natura! L'abbiamo studiato con la sindrome di adattamento allo stress di Seyle. Infatti, prima di toccare il fondo, il corpo, attiva le ghiandole surrenali per far fronte alla fase di resistenza allo stress. Questo significa che notare una morfologia respiratoria bloccata in inspirazione è già un importante segnale di adattamento. È la punta dell'iceberg che ci indica che il soggetto è già in piena fase di resistenza e potrebbe andare incontro all'esaurimento delle sue energie, consumando per prime quelle di legno e acqua ( guarda caso surreni e fegato, proprio come diceva Seyle!!). La soluzione è quindi, secondo me ancora più semplice: liberare il sistema limbico che provoca questa reazione a catena endocrina e che causa squilibri nell'armonia della moto di energie, ma è anche, in osteopatia, un utile stretching dei muscoli inspiratori che verranno forzati in espirazione senza indulgenze. Si sa che infatti la rabbia è ceca e non si ferma finché non si è esaurita! Quale miglior esercizio? Sarà importante quindi ritornare alla consapevolezza delle nostre emozioni senza reprimerle. Senza pretendere di essere dei "guru" o dei "maestri di vita" si può iniziare semplicemente riappropiandoci della nostro respiro, del nostro espiro in particolare, del lasciare andare, del lasciarsi andare a quella piccola morte che è un' espirazione senza la paura (che sopraggiunge quando l'elemento acqua è in deficit) di non esistere, forse la prima ancestrale paura dell'uomo da quando ha iniziato a pensare. gestione delle emozioni (E-motio energia in movimento!!). Agiamo quindi direttamente sulla primarietà in lesione, l'elemento metallo ossia i polmoni (e perché no l'intestino crasso...) e la rieducazione respiratoria con azioni uguali e contrarie alla lesioni osservate. Infatti la rabbia è si la manifestazione emotiva dello squilibrio, ma contiene in sé anche la cura. Sfogare la rabbia con un urlo liberatorio per esempio, è, in bioenergetica, un grande esercizio per il corpo che per l'emotività.