Rizoartosi, problema cronico o psicosomatico?

09.07.2020

Rizoartosi, condropenia o artrite allo scafoide, sono problemi cronici o comunque sempre degenerativi?
Che si voglia definire una patologia o un quadro ortopedico poco cambia,
la verità è che la questione è più grande e sfaccettata e non ci si può più limitare a guardare il problema solo da un punto di vista meccanico.

Non esiste una verità unica ed assoluta, ma vedere le varie sfaccettature di un problema può aiutare a risolverlo o alleviarlo, molto spesso in modi differenti da quelli immaginati prima di approfondire.
L'aspetto meccanico è ovvio e già ampiamente trattato sia online che nella letteratura medica, queste conoscenze però non sono di grande aiuto all'uomo comune nel tamponare i suoi dolori alle dita e mani. Per quanto riguarda l'aspetto biochimico può essere  utile approfondire e curare la parte legata all'alimentazione, che a sua volta è la bussola e il nutrimento di tutto il sistema ormonale e neurovegetativo, ma anche questo è un mare magno!
Senza entrare in ragionamenti tecnici complessi e poco pratici, oggi sarei già molto soddisfatto se riuscissi a fare luce sull' aspetto psicosomatico, più utile e pragmatico nella sua applicazione.

 L'artosi alle dita, ma più spesso quella al pollice è si un problema meccanico,
e senza cercare scusanti è sicuramente legato anche ai sovraccarichi e condizioni ambientali; C'è da notare però che nel mio lavoro tratto molto spesso pollici sinistri di persone destrimani, o di impiegati che tutto fanno tranne che sovraccaricare le loro mani.
Ma allora quale è il pezzo del puzzle che manca? 
Può esistere un fenomeno che fa caricare certi pesi insostenibili ad altre strutture? da decenni si parla di SOMATIZZAZIONE,
da soma = corpo, e azione = agire non è tanto una parole che indica un qualche effetto legato alla superstizione ma significa letteralmente
un azione (occulta) che si manifesta nel corpo.
Questa parola è ormai famosa ma serve comprenderla meglio,
prendiamo ad esempio il tanto comune dolore al pollice, o meglio allo scafoide:

 pollice = meridiano di polmone
                (legato alla respirazione, al trattenere e al lasciare andare)
 

scafoide = in riflessologia, sia plantare che palmare è legato al diaframma

mani =  anche se non vitale come polmoni e cuore, sono la parte periferica del corpo più importante per gli esseri u-mani, che hanno come caratteristica appunto l'uso della manualità e del costruire atrezzi che ne sono l'estensione.
In multiriflessologia le mani sono considerate il prolungamento del cuore, simboli dell'agire e del costruire, ma anche del proteggere ed abbracciare.

Sarà quindi forse per questo che queste preziosissime appendici cadono così spesso in somatizzazioni inconsce.
Rendere un problema conscio è tipico dell'era dell'analisi psicologica, grande traguardo dell'umanità che però resta ancora in parte incompleto..
E' indispensabile infatti analizzare i pensieri, ma anche i simbolismi, non solo dei sogni ma delle manifestazioni fisiche: le somatizzazioni appunto.
Un secondo passaggio indispensabile sarebbe l'interiorizzazione del contenuto simbolico, capire un concetto è infatti differente dall'assimilarlo, che permette di affrontare la stessa tematica in un altro modo; ma questo discorso ha tempistiche differenti per ogniuno di noi, per ora accontentiamoci di quest'analisi atta solo a comprendere:

Pollice=presa prensile.

è ormai esausto di trattenere cose o situazioni?
Oppure vorrebbe farlo ma non gli e lo si permette.. e allora si inibisce intristendosi sempre più, ma al suo posto viene trattenuto il respiro (compensazione: tipica manovra di sopravvivenza fisiologica, questo solo finchè "l'ipoteca" biologica richiesta è sostenibile)

serve chiudere il cerchio del ciclo biologico: 
      Serve prendere e lasciare,

      Inspirare  ed espirare.. quando questo ciclo è alterato si manifesta su:

- pollici

- Pettorali infossati

- Spalle spioventi

- Collo a tacchino spinto in avanti

come per succhiare altra aria, o altri bisogni.. al posto di quello reale.
Come conseguenza, senza una espirazione adeguata non è possibile introdurre altra aria, questo è ovvio! ma la parte istintiva di noi può uscire dal suo equilibrio e non percepirlo più.
La scarsa ossigenazione degenera pian piano tutti i tessuti, da quelli periferici (i primi a essere colpiti! quando avete freddo le prime parti a soffrire son quelle lontane dal cuore, lo stesso vale per le patologie legate al diabete per esempio) e poi progressivamente fino a quelli vitali.
Quindi la cronicità che molti danno per irreversibile sarebbe legata alla tendenza delle persone a respirare sempre meno e sempre peggio, ma accade così lentamente negli anni da non essere evidente.. ma anche la degenerazione emotiva segue lo stesso percorso:
subconsciamente si respira meno perchè ci sono meno motivazioni, meno occasioni, e meno esigenze primarie soddisfatte, scambiandole sempre più spesso con bisogni più frivoli.. che travisiamo come essenziali.
quindi più che una degenerazione primitiva e a-causale sarebbe più corretto dire che è un lasciarsi andare, una minor presenza di spirito che si traduce in minor assertività posturale e quindi minor percezione delle proprie spie d'allarme.
Pensiamoci bene, non sarebbero solo le cartilagini e i tessuti ossei a degenerare per i fatti loro, colpevoli di chissà quale colpa astratta, ma è tutta l'economia metabolica del corpo che li porta a mettersi in questa condizione.
Cari Clienti (e Medici), prendiamoci la responsabilità delle nostre azioni e dello stile di vita che ci ha portato qui, e nello stesso modo si riuscirà a fare qualche passo indietro; chiamare un fenomeno degenerativo senza prendersi l'impegno di studiarlo è solo  un modo per scansare facilmente questa responsabilità personale.
Questa sarebbe già una buona analisi, che fa emergere questa priorità occulta legata ai polmoni. in realtà il discorso energetico si potrebbe spingere fino al cuore.
Ricordo ancora molti i miei maestri di MTC e riflessologia ricordarci che i punti legati al cuore non sono mai da inibire!
In MTC (medicina tradizionale cinese) ogni organo elabora un emozione:
il cuore è sede della gioia
i polmoni sono sede della tristezza 
(o malinconia a seconda delle traduzioni)
 
In quest'asse di forze si possono quindi considerare antagonisti tra loro:
eccesso di attività del trattenere = inibizione della gioia
e quindi dell'attività cardiaca (energeticamente parlando).
Consapevolizzarsi di alcuni di questi fattori significa non essere preda di fenomeni nascosti, e in alcuni casi si può arrivare anche a capire cosa stiamo cercando di trattenere in modo simbolico (un patner? una situazione piacevole? una condizione emotiva o un qualche tipo di esperienza?).
Ogniuno può farsi un piccolo esame privo di recriminazioni o sensi di colpa,
ma cercando solo di essere diretti, chiari e più semplici possibile.

Quindi anche se non si lavora direttamente su cuore e polmoni tramite sport aerobici o tecniche di respirazione, si potrebbe già fare un primo importante passo avanti con un analisi sincera, privatamente o facendosi aiutare, e cercando di capire i propri bisogni reali 👸
 
Le strade sono tante, vediamo di tracciarne qualcuna  di nuova!